CremonaJazz 2019

Ancora una volta CremonaJazz conferma la sua vocazione per la musica di grande qualità, eseguita da artisti di alto livello, ospiti di quel gioiello di architettura e acustica che è l’Auditorium Giovanni Arvedi, all’interno del Museo del Violino.

Le scelte di Gianni Azzali, direttore artistico della rassegna che si svolge dal 3 al 31 maggio, mirano a mostrare gli infiniti colori della musica jazz, sia essa d’ispirazione d’oltreoceano o europea, se non di matrice orgogliosamente tricolore.

A una prima lettura, il filo conduttore della rassegna potrebbe sembrare il pianoforte: tre dei quattro eventi in programma, infatti, vedono seduti alla tastiera bianca e nera big del calibro di Brad Mehldau, Antonio Faraò e Danilo Rea; in realtà, a guidare le scelte artistiche di questa quinta edizione è ancora una volta l’eclettismo tipico della contaminazione.

Si passa così dalle atmosfere mediterranee di un mito della “sei corde acustica” come Al Di Meola, al trio formato dal pianista Brad Mehldau insieme a Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria. L’ago della bussola della buona musica punta poi dritto all’Italia con Gino Paoli che, accompagnato da Danilo Rea al pianoforte, si rimette in gioco regalando nuove emozioni. Il quartetto di “all stars” con il pianista Antonio Faraò, la voce di David Linx, il contrabbasso di un figlio d’arte cinematografica (e non solo) come Kyle Eastwood e il batterista Mike Baker tesse infine le trame del concerto di chiusura di una rassegna che ha tutte le caratteristiche per lasciare nuovamente un segno nel cuore jazz di Cremona.

Al Di Meola

“Per la prima volta, ho composto un album durante un periodo molto felice della mia vita”, ha dichiarato Al Di Meola a proposito di “Opus”. Pioniere della fusione tra world music, jazz e rock, dopo una carriera lunga 40 anni costellata da tour mondiali e straordinarie collaborazioni, tre album d’oro e più di sei milioni di dischi venduti nel mondo, Al Di Meola con “Opus” sembra voler iniziare un nuovo capitolo del suo percorso artistico, spingendo la propria musica verso nuovi confini, ma con una visione più matura. All’età di 60 anni il grande virtuoso della chitarra, da sempre acclamato dalla critica, ha deciso di reinveintarsi e di approfondire le proprie doti di compositore. “Opus”, al centro del concerto cremonese, segna una tappa fondamentale per Al Di Meola, un artista che ha rigenerato molte volte il linguaggio jazzistico.

Brad Mehldau Trio

È un vero e proprio trio delle meraviglie quello formato dal pianista Brad Mehldau insieme a Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria. Mehldau, artista introverso e controverso, sembra avere una doppia personalità musicale: è prima di tutto un improvvisatore, ma nutre anche una profonda attrazione per l’architettura formale della musica. Il Mehldau improvvisatore e quello formalista giocano spesso fra loro e il risultato è qualcosa di molto simile al caos controllato. L’artista si è esibito in tutto il mondo, sia da solista sia con il suo trio: ed è proprio per questa formazione che Mehldau ha composto la maggior parte delle sue composizioni.

Gino Paoli e Danilo Rea

È un duo d’eccezione il protagonista di “Due come noi che…”: la voce e il carisma di Gino Paoli, che ha scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana, affiancati da Danilo Rea, uno dei pianisti più lirici e creativi riconosciuti a livello internazionale. Insieme, Paoli e Rea, sono un prezioso esempio di come due artisti assoluti possano interpretare in modo innovativo alcuni classici della storia della musica italiana e internazionale, regalando nuove emozioni. Durante il concerto scorrono le canzoni di Paoli più amate dal pubblico, da “Sapore di Sale” a “Il cielo in una stanza”, da “Vivere ancora” a “Fingere di te”, passando per “La gatta” e “Come si fa”, insieme a chicche dei cantautori genovesi, che per Gino sono gli amici di una vita, e agli omaggi alla melodia napoletana e alla canzone d’autore francese.

Linx Faraò Eastwood Baker

Un quartetto di “all stars”: David Linx e la sua incredibile tecnica vocale, Antonio Faraò (per il quale Herbie Hancock ha solo grandi lodi) al pianoforte, Kyle Eastwood al contrabbasso e Mike Baker alla batteria. Un ensemble nato dalla collaborazione fra Linx e Faraò e dalla loro idea di dare vita a un progetto stabile, che in un secondo momento ha coinvolto anche Eastwood e Baker. Quattro grandi artisti per un concerto che propone un programma eclettico, che spazia fra diversi generi, dal jazz alla musica brasiliana fino alla musica pop, proponendo alcune composizioni originali e rivisitazioni di alcuni fra i brani più celebri composti da artisti quali Sonny Rollins, Ivan Lins, Joni Mitchell, Freddie Hubbard…

Il risultato è un concerto con un forte sapore americano e al contempo europeo, dal suono e dall’intensità davvero speciali.