Cremonajazz – Atmosfere trasognate dal Brasile

Jaques Morelenbaum e il suo Cello Samba Trio ieri sera all’auditorium dell’MdV.
Nella dimensione cameristica si uniscono temi musicali in apparenza lontani

– La Provincia di Cremona
Il Brasile vibrante bossa, anche le atmosfere poetiche e trasognanti tipiche delle armonie di quella parte di SudAmerica. Ecco la versione cameristica del Brasile di Jaques Morelenbaum, il violoncellista che ieri sera all’auditorium del Museo delViolino, insieme al suo Cello Samba Trio, ha ripercorso e  rielaborato una tradizione che con radici lontane è arrivata a omaggiare alcuni dei grandi nomi coi quali Morelenbaum ha collaborato. In questa occasione lo abbiamo visto affiancato da Lula Galvão alla chitarra e con Rafael Barata alla batteria.
La scaletta è un mix di editi e inediti, una mistura felice e coinvolgente, che il più volte strizza gli occhi a tutti i numi tutelari del genere, da Jobim a Gil fino a Veloso.
A prima vista un concerto che si nutre di classicità. E invece no, perché Morelenbaum sa bene di portare in  scena un progetto non del tutto convenzionale. Emozionatissimo di essere a Cremona,
“e ci arrivo con un violoncello a cinque corde” precisa il musicista che nel corso di una vita ha suonato in centinaia di album affiancando giganti del calibro di Jobim, Sting e Sakamoto, Morelenbaum introduce l’improvvisazione nella dimensione cameristica facendo incontrare (ma non collidere) di fatto due mondi all’apparenza lontanissimi. Magia della bossa, di temi leggeri, il più delle volte accennati con straordinaria leggerezza dall’archetto di Morelenbaum e poi lasciati correre e rimbalzare – diforma in forma e con qualche piccola citazione a sorpresa – dalla sei corde alle percussioni, e poi di nuovo verso il violoncello. Tutto avviene in modo molto naturale e allo stesso tempo rituale. Una danza nella quale ogni gesto trova misura e proporzioni adatte a far scuotere la testa del pubblico, a tenere il tempo con la punta del piede, ma senza mai uscire dall’assetto di un trio che tiene il palco come la più elegante delle formazioni classiche. È stato il direttore artistico Gianni Azzali, reduce dal festival piacentino, a introdurre il concerto incontrando per la seconda volta in due anni (anche se l’edizione del Cremona Jazz Festival è ormai la terza) il pubblico dell’auditorium. La sala da concerti si prepara ad accogliere nelle prossime settimane gli AiresTango con Javier Girotto Ralph Towner (attesi il 7 maggio), gli archi atipici del Kronos Quartet (in cartellone il 21 maggio) e ancora il nome di una leggenda del jazz: Carla Bley, che in trio con Andy Sheppard e Steve Swallow si esibirà all’MdV il prossimo 27 maggio.