KRONOS QUARTET

Domenica 21 Maggio 2017, ore 21 – Cremona, Auditorium Giovanni Arvedi

KRONOS QUARTET

David Harrington (violino)

John Sherba (violino)

Hank Dutt (viola)

Sunny Yang (violoncello)

Languore contrapposto al ritmo incalzante e alle melodie spigolose dei violini. Una serata davvero speciale attende i fortunati spettatori del grande concerto del Kronos Quartet con David Harrington (violino), John Sherba (violino), Hank Dutt (viola), Sunny Yang (violoncello), protagonista della terza grande serata dell’edizione 2017 di CremonaJazz. Domenica 21 maggio alle 21, naturalmente all’Auditorium Giovanni Arvedi al Museo del Violino.

La scelta del Direttore artistico Gianni Azzali di portare a Cremona, in quel luogo perfetto che è l’ Auditorium Arvedi, il quartetto statunitense, è di quelle sicuramente vincenti. Per il livello degli esecutori, innanzitutto, caratteristica che l’ acustica dell’ Auditorium non potrà che far risaltare al meglio. Poi perché il Kronos Quartet indaga senza barriere tra e dento i più diversi stili musicali.

La formazione creata da David Harrington ha percorso molte vie. Certo quella della musica contemporanea e del Jazz, ma senza restarvi immobilizzata. Il loro è sempre stato un approccio profondo con la musica, ma informale e anticonvenzionale con i generi. Così il Kronos Quartet si è dedicato alla musica da film, al tango, al repertorio antico, ha fatto scalpore suonando Purple Haze di Jimi Hendrix, ha collaborato con Pat Metheny, la rock band messicana Café Tacuba, con i gitani Taraf de Haïdouks, i metallari Faith No More, il guru dell’ elettronica Bob Ostertag. Dal vivo hanno condiviso il palco con Astor Piazzolla, il Modern Jazz Quartet, Tom Waits, David Bowie, Paul McCartney, Björk…

Ma molti ricorderanno il loro magnifico “The beatitudes”ne“La Grande bellezza”di Paolo Sorrentino.Il Kronos Quartet si è, infatti, più volte cimentato anche con le colonne sonore cinematografi che, eseguendo, tra le altre, le soundtracks scritte da Philip Glass per “Mishima”(di Paul Schrader) e per la riedizione sonorizzata di“Dracula”(di Tod Browning) e quelle di due pellicole di Darren Aronofsky: “Requiem for a Dream”e “The Fountain –L’ albero della vita”.

Fondato a Seattle nel 1973, nel 1978il Kronos Quartet ha trasferito la sua base a San Francisco, inaugurando quello che è stato il suo organico storico e più duraturo, con David Harrington, John Sherba (violini), Hank Dutt (viola) e Joan Jeanrenaud (violoncello). Nel 1999 la Jeanrenaud ha lasciato il gruppo e, dopo alcune sostituzioni, oggi la violoncellista titolare è Sunny Yang.

I primi due dischi del Kronos misero subito bene in chiaro il loro approccio informale e anticonvenzionale alla musica contemporanea: in programma c’ erano brani di Thelonious Monk e Bill Evans, eseguite in compagnia di Ron Carter, Jim Hall, Eddie Gomez. Ma fu con il passaggio all’ etichetta Nonesuch che si definì il loro stile unico e personale, che portò presto il gruppo alla fama internazionale. Da quel momento il Kronos ha eseguito e inciso prevalentemente composizioni e arrangiamenti scritti ‘ su misura’ per il quartetto, legando il proprio nome a quello dei più importanti compositori statunitensi, particolarmente quelli minimalisti (John Adams, Steve Reich, Philip Glass, Terry Riley, Kevin Volans, George Crumb). Non meno significativa è la loro dedizione agli autori dell’ Europa orientale (Arvo Pärt, Henryk Górecki, Pēteris Vasks), delle cui pagine talvolta traboccanti di misticismo il Kronos è un infervorato interprete. Confermando l’ interesse per sonorità esotiche e “world” introdotte all’ interno dei canoni classici.

Quale sarà il programma che il Kronos ha pensato per CremonaJazz, non è dato saperlo. Dal cappello del loro sconfinato repertorio potrebbe uscire di tutto ma, come nelle migliori tradizioni jazz, la “scaletta” si decide all’ ultimo, in base agli umori del luogo, delle persone, perché si sa che la“scaletta”di un concerto è come un discorso, a volte preparato, a volte improvvisato, ma il più comunicativo possibile, sempre grazie alla musica.