SUGARPIE & THE CANDYMEN SPECIAL GUEST RENZO ARBORE

CandymenI Led Zeppelin e Django Reinhardt, i Beatles ed Ella Fitzgerald, i Van Halen e Benny Goodman, i Guns & Roses e Gene Krupa, i Queen e Peggy Lee… tutti insieme. Uno dopo l’altro. E tutti insieme grazie a Sugarpie and The Candymen, la band nata nel 2008, dall’incontro di cinque musicisti di Piacenza e Cremona che uniscono le loro forze e la loro comune passione per lo swing, il gipsy jazz, il pop e le armonie vocali.
La voce femminile di “Sugarpie” Georgia, con una tecnica vocale perfetta, nel suo scintillante vestito rosso e nella sua autentica acconciatura anni 40, guida i Candymen Jacopo Delfini (chitarra gipsy e armonie vocali), Renato Podestà (chitarra, banjo e armonie vocali), Roberto Lupo (batteria), e Claudio Ottaviano (contrabbasso)
In una continua evoluzione evoluzione e propone anche brani originali, in inglese e in italiano, sempre nel suo originale stile che li porta sui palchi dei più importanti festival musicali d’Europa, e per un breve tour anche negli Stati Uniti.
Tre gli album usciti per Irma Records: Sugarpie and the Candymen (2009), Swing and Roll (2011) e Waiting for the one (2014). intanto continuano a crescere le collaborazioni in tour e in studio con diversi brillanti musicisti italiani e americani, fra i quali Michael Supnick, Dean Zucchero, Paolo Tomelleri, Rudy Migliardi, Gregory Agid, Davide Ghidoni, Gianni di Benedetto, Mattia Cigalini e Renzo Arbore.

RENZO ARBORE

SUPERQUARK - RENZO ARBOREPer risalire agli albori dell’amore di Arbore per il jazz in generale, e per il clarinetto in particolare, bisogna partire da quando, trasferitosi dalla città di Foggia che gli ha dato i natali, giunse a Napoli, dove frequentò il quartiere americano. Il Club Uso (United States Organization) di Calata San Marco vide in lui passione e talento e gli permise le prime performance pubbliche facendolo suonare ogni sera davanti ai militari della Nato. Una passione infinita, assieme a molte altre. Ma non è un caso che Renzo si definisca ancora oggi, dopo una lunga carriera costellata di successi radiofonici, televisivi e cinematografici, “semplicemente” un clarinettista jazz.
Debutta come cantante e clarinettista proponendo come sigla del programma televisivo “Telepatria International” (che trattiamo nella sezione TV), l’ironica “Smorza ‘e llights” (un must nei suoi futuri concerti live).
Sull’onda di 800.000 copie di dischi venduti della hit “Ma la notte” (celebre sigla televisiva dell’omonima trasmissione TV), a cui segue a ruota l’Album “Meglio dal vivo che dal morto” che vende 500.000 copie, nel 1986 “Il Clarinetto” diventa una canzone, facente parte del suo secondo album da cantautore (“Prima che sia troppo tardi”, che segue “Ora o mai più, ovvero cantautore da grande”, col quale esordì nel 1981). “Il clarinetto” è una canzone goliardica e pregna di divertenti doppi sensi, in cui tuttavia non si perde di vista la qualità, culminata con due assoli di clarinetto eseguiti da Renzo all’interno del pezzo. E’ con questa ironia che Arbore propone la canzone al Festival di Sanremo, esorcizzando la seriosità della gara canora. Subito premiato dal pubblico, “il clarinetto sping'(e)” – parafrasando il testo della canzone – e si toglie anche lo “sfizio” di un 2° posto dietro al “fenomeno Ramazzotti” di quell’anno. Dà così avvio ad una lunga tournée di concerti con la “Barilla Boogie Band”, con la quale incide un L.P. live dal titolo “Viaggiare oh,oh”.
Parte la sfida di portare musica di qualità in televisione e nasce “D.O.C.”, striscia quotidiana condotta da Gegè Telesforo e Monica Nannini, con ospiti rigorosamente dal vivo. Un anno dopo trasforma il programma in un club notturno dove jazz, soul e la musica di qualità in generale sono assolute protagoniste in uno swing televisivo collocato nella sua fascia oraria preferita.
Tra un successo televisivo e l’altro prende il largo la carriera musicale e i successi internazionali: nel 1991 fonda L’ORCHESTRA ITALIANA con quindici grandi solisti per valorizzare la canzone napoletana classica restituendo dignità, tra l’altro, al mandolino.
Già Presidente di “Umbria Jazz”, nel 2002 fonda una nuova band: “Renzo Arbore e i suoi Swing Maniacs”. Il 1° album (“Tonite! Renzo Swing”) vince il “Disco di Platino”. Non scioglie, tuttavia, L’Orchestra Italiana, assieme alla quale continua ad esibirsi per vari eventi alternandosi con la neonata band.