Dianne Reeves chiama Cremona: in Auditorium la mia voce arriverà all’anima

4e90e108-b513-4d5a-8b5d-a9ab54b76ad1_last-photo-sets-2Sarà un gran finale quello di CremonaJazz 2015. La prima edizione della rassegna dedicata ai grandi nomi del jazz, ospitati nell’Auditorium “Arvedi” del Museo del Violino, si chiuderà infatti con la più grande voce femminile al mondo, quella di Dianne Reeves, artista statunitense premiata per ben cinque volte con il Grammy Awards per la miglior prova vocale dell’anno. L’ultima proprio nel 2014, grazie alla straordinaria prestazione in Beautiful life, ventunesimo album di una carriera inarrestabile, iniziata in una famiglia di musicisti e coltivata negli anni della scuola. «Nella sua essenza – dice la vocalist afro americana – la vita è bella, e io voglio celebrare tutto ciò che troppo spesso viene trascurato».

E lo fa attraverso una voce intensa e straordinariamente dinamica, in grado di oltrepassare generi e influenze senza mai perdere fascino ed incisività. Se dunque finora a dominare questa prima edizione di CremonaJazz – anche in omaggio alla tradizione della città di cui porta il nome e alle caratteristiche uniche della sala – sono stati gli strumenti a corda, dalla chitarra di Ferenc Snetberger al leggendario contrabbasso di Ron Carter fino al binomio chitarra-pianoforte predominante nel concerto di John Scofield con il trio di Pablo Held, la chiusura è un omaggio ai vertici della vocalità jazz mondiale. E Dianne Reeves è pronta all’incontro con l’Auditorium “Arvedi” e le sue caratteristiche acusiche: «So che mi esibirò in un ambiente ideato per avere un’acustica perfetta. Per me – sorride – sarà come cantare sotto la doccia: una situazione in cui posso esprimermi liberamente, con il pieno controllo del suono che si genera».

L’accorgimento tecnico, la precisione del suono e della resa non sono, nell’interpretazione e nell’idea artistica della diva americana, un elemento strutturale. Non solo. Precisione ed emozione sono le due facce di una stessa medaglia, il tocco speciale di un’artista in grado di unire virtuosismi mozzafiato, abilità di improvvisazione e di contaminazione con l’innata capacità di trasmettere emozioni. Soprattutto nei suoi sempre apprezzatissimi live: «Voglio che il pubblico hear and feel», che senta con le orecchie e con il cuore. «In un luogo in cui l’acustica è perfetta – continua – le onde sonore consentono a chi ascolta un’esperienza più viscerale, più pronfonda. Il mio sogno – cofessa – sarebbe quello di fare un tour nel mondo esibendomi solo in sale così: perfette. Senza amplificazione».

Dopo le prime esibizioni con il coro della George Washington high school di Denver, Dianne Reeves ha iniziato ad esibirsi con il trombettista Clark Terry ed è entrata nel circuito della world music seguendo i tour di Harry Belafonte, prima di iniziare la carriera solistica che la porterà a conquistare cinque Grammy, tre consecutivi dal 2001 al 2003, nel 2006 con l’interpretazione della colonna sonora di Good night and good luck di George Clooney, e nel 2014 proprio con Beautiful Life. Una ricca contaminazione di generi che va dal jazz più classico al pop, dal soul ai ritmi caraibici, con alcune personalissime reinterpretazioni di classici comeDreams dei Fleetwood Mac, I Want You di Marvin Gaye, 32 Flavors di Ani DiFranco e un’indimenticabile Waiting in vain di Bob Marley. Dianne ha dichiarato di aver cercato qualcosa di completamente nuovo nella sua straordinaria carriera, eppure aveva già vinto 4 Grammy… Qual è il suo segreto? «Nessuno – sorride la diva – davvero nessun segreto: mi interessa la ricerca, continua. Voglio sperimentare e raggiungere sempre nuove possibilità artistiche. Cerco nuove avventure e nuovi luoghi. E sono grata che ci sia un pubblco interessato a condividere con me queste nuove avventure: c’è così tanto da esplorare!».

Non si ferma Dianne Reeves. La sua voce e la sua musica continuano a trascinare e commuovere, fanno ballare ed emozionano. Un viaggio meraviglioso, una Beautiful life che trova sempre un luogo dove tornare. Quel centro originario di un talento sempre sorprendente: «C’è qualcosa nella mia musica che non cambia mai – assicura Dianne Reeves -. E’ il suono del mio “strumento”. E la convinzione nel mio cuore». Voce ed emozione: un’unica cosa. Il suono perfetto.
da Mondo Padano dell’8 maggio 2015