E’ sempre una novità è sempre Renzo Arbore

Arbore-RenzoErano gli anni d’oro della canzone americana. «E pure di quella italiana». La carriera artistica e televisiva di Renzo Arbore è un inesauribile tributo allo spirito dello swing e ai suoi grandi classici della canzone italiana. Da Tonite! Renzo swing, album del 2002 in cui il maestro rivisitava con i suoi Swing Maniacs alcuni dei classici dello swing italiano degli anni quaranta, fino ai Sugar Pie & The Candymen, la giovane band piacentina con cui aprirà la prima edizione di CremonaJazz, il prossimo 16 aprile nell’Auditorium “Arvedi”. «Stiamo preparando un concerto (diciamo così…) extra format. E’ qualcosa di completamente nuovo anche per noi. Attingeremo al periodo d’oro della canzone americana. E della canzone italiana».

Arbore è stato uno dei primi a cavalcare la nuova onda swing che si sta propagando nelle città italiane: «Ricordo – spiega – quando presentai Micheal Bublé al pubblico di Milano. Nessuno sapeva ancora chi fosse».

Ora le atmosfere degli anni Trenta e Quaranta si stanno riprendendo spazi nel panorama musicale internazionale. L’Italia – come spesso accade – insegue. Ma nelle grandi città i club riaprono i battenti: «Oggi – sorride Arbore – ci sono schiere di crooner che ripropogono questo genere musicale: Peter Cincotti, Micheal Bublé, Tony Bennet… Ci sono anche tante grandi voci femminili. E sono certo che Sugar Pie & The Candymen abbiano pieno diritto di cittadinanza in questo panorama».

Con Georgia Ciavatta e la sua band è stato amore a prima vista: «Li ho visti al festival di Ascona, in Svizzera e mi sono piaciuti da subito». E’ nata una collaborazione che proprio a Cremona segna una tappa fondamentale: «Ho pensato subito di fare qualcosa di vintage con loro. Li ho trovati subito giovani con gusto, propongono canzoni sempreverdi con un grande spirito: non imitativo, ma autentico».

L’intesa è nata spontanea. Nei giorni scorsi i cinque giovani musicisti sono stati ospiti di casa Arbore, a Roma, per preparare lo show che presenteranno al pubblico cremonese: «Non aspettatevi il solito repertorio di canzoni napoletane – sorride il maestro. Certo, faremo qualche divagazione anche tra i miei brani più celebri, rivisitati per l’occasione, ma se dovessi dare un titolo al nostro show sarebbe: “My favourite hits”. Suoneremo le canzoni che amo, quelle che canto a Roma quando viene a trovarmi qualche amico con uno strumento. E ».

Ci sarà colore, movimento e tanto, tanto swing. «A dire il vero – confessa Arbore – come per ogni debutto c’è un po’ di preoccupazione. Però una cosa è certa: sarà una serata gradevole. Non ci si annoierà». E a garanzia c’è l’entusiasmo che il maestro, fin dalle prove, non riesce proprio a nascondere: «Siamo pronti ad osare. E’ la nostra prima esibizione e sarà in una città dalla grande tradizione musicale che a dire il vero un po’ mi intimidisce. I violini, Stradivari, il suo patrimonio storico… Ho visitato Cremona e sono rimasto affascinato. Lì si respira musica».

E per la serata inaugurale di CremonaJazz l’appuntamento è proprio al cuore del suono cremonese: «Speriamo di essere all’altezza – sorride Arbore -. Di solito non inseguo la raffinatezza, la mia musica è cuore, istinto. Stavolta però cercherò di essere musicalmente ineccepibile per adeguarmi al luogo in cui suoneremo. Sono certo che emergerà la bravura di Georgia e dei Candymen, ma anche di Micheal Supnick, un grande trombettista che ha già condiviso con me tante esperienze».

Dal palco alla tv, dagli studi radiofonici al teatro: la carriera dell’artista napoletano è fatta di sfide, novità, debutti. L’adrenalina però è quella di una prima serata: «E’ un esperimento. Quella che noi porteremo a CremonaJazz è una musica propedeutica al jazz, quella che crea un evento e permette di avvicinare anche le nuove generazioni al genere vero e proprio. Diciamo che saremo una sorta di biglietto da visita». Lei è anche presidente di Umbria Jazz, una rassegna diventata modello per il panorama nazionale e non solo: che cosa può generare in una città come Cremona la nascita di un festival come questo? «Di festival ce ne sono tanti ormai. Le scelte di Cremona però mi sembrano molto interessanti: puntano sul “mainstream”, aprono la strada maestra. Poi è il pubblico che indica la direzione. Credo che Cremona possa trovare una specificità proprio in questo tipo di musica che avvicina le persone alla cultura jazz. Questo in Italia manca. Di questa rassegna mi piace anche l’idea di avvicinare grandi maestri e artisti più giovani. Nel nostro paese ci sono grandi nomi come Bollani, Fresu, Petrella, Rea… ma anche tanti ragazzi non ancora famosi che hanno qualità per emergere. Bisogna coinvolgerli».

Farli suonare. Farli divertire. «Ecco, sì – ride Arbore – a Cremona vedrete un concerto divertente. E poi lo sapete… io sul palco non riesco proprio a stare zitto».
Da Mondo Padano del 3 aprile 2015