Ed è solo l’inizio!

_GS42599Esordio frizzante fra musica di classe e cabaret, pubblico entusiasta Swing travolgente al Museo del Violino

Tutto esaurito per Arbore con Sugar Pie and the Candymen
Un inizio a tutto swing. Prima serata decisamente a colori per CremonaJazz 2015. Renzo Arbore e Sugar Pie & The Candymen non deludono le attese di

un pubblico che ha risposto al richiamo del grande evento musicale con un Auditorium ?Giovanni Arvedi? tutto esaurito, e trascinano la platea nelle allegre atmosfere di una New Orleans all’italiana.

Un pubblico partecipe fin dalle note iniziali, introdotte dalla presentazione di Nicoletta Tosato (Studio1) con il direttore artistico Carmelo Tartamella. I Candymen, due chitarre (Jacopo Delfini e Renato Podestà), batteria (Roberto Lupo) e contrabbasso (Claudio Ottaviano) dispiegano un’ouverture su tempi gispsy e swing sulla quale si inserisce – in rosso fiammante – la voce protagonista di Georgia Ciavatta.

La band piacentina detta un tempo rotolante, uno swing coinvolgente che scioglie l’Auditorium nella prima standing ovation. Se a qualcuno è bastato il nome di Renzo Arbore per convincersi a prendere il biglietto, magari sull’onda emozionale di tanti ricordi televisivi, è chiaro fin dal primo brano che la serata riserverà tante piacevoli sorprese.

Lo swing e il look rievocano atmosfere degli Anni Quaranta, anche se i titoli in scaletta propongono emergerne della scena pop e rock che strizzano l’occhioi tanti giovani presenti in platea. Facile per loro riconoscere un tormentone pop come Lemon Tree (Fool’s Garden) o Bohemian Rapsody. Ma così, swing, non li avevano mai sentiti. Il capolavoro dei Queen, in particolare, è un piccolo gioiello di arrangiamento. Apprezzatissimo. Così come l’ingresso in scena di Micheal Supnick, storico trombettista americano di Renzo Arbore, chiamato in causa per un simpatico tributo ai Beatles: A hard… swing night

La voce da soprano di Georgia, Sugar Pie, riempie la sala e pubblico con le mani tiene il ritmo. Situazione insolita per il tempio della classica.

Intonata però.

E con l’ingresso del crooner della canzone italiana l’atmosfera si accende. Arbore, clarinetto piano vice e gag, completa il quadro accompagnando la band tra cover, pezzi originali, e improvvisazione: «Qui si improvvisa, sapete, sono un dilettantaccio io – ammicca il maestro -. Non sentirete Luna Rossa, quella l’avete già sentita qualche anno fa al Ponchielli. Stasera qui si fa swing». E si va alle radici, grandi classici come il duetto su Cheek to cheek, e lo swing nostrano del maestro che tra musica (applausi a scena aperta per Mamma mi piace il ritmo intonata al pianoforte) e un cabaret che fa sorridere come ai tempi di Indietro tutta e Quelli della notte. Nel cuore del Museo del Violino si canta e si balla. È nuovo.

È CremonaJazz. Ed è solo l’inizio.

Da Mondo Padano del 17/04/2015 (foto Danilo Codazzi)